Il Container dell’Amore

“D’accordo che volevo vedere il mondo fuori dalla soffitta, ma così stiamo esagerando!”, questo ho pensato all’ennesimo viaggio. Nel giro di un mese mi hanno fatto percorrere centinaia di km su piste sterrate, con la macchina piena di valigie e scatoloni. Avevo sempre lo stomaco sotto sopra e le orecchie piene di polvere, ma ero anche tanto felice perché loro non mi avevano abbandonato: avevano preso la mia lettiera, la mia ciotolina, la mia copertina e mi avevano detto: “Andiamo Saffolina, ci aspetta una nuova vita”.

Abbiamo lasciato i luoghi dove ero nata e dove loro avevano vissuto tanti anni, i luoghi dove si erano innamorati, abbiamo lasciato la nostra bellissima casa, abbiamo impacchettato tutto quello che riuscivamo a portare con noi e un po’ per volta ci siamo trasferiti. Il primo viaggio è stato emozionante perché era tutto una scoperta, non sapevamo mai cosa ci fosse dietro una curva o oltre una collina. Il paesaggio che ci ha accompagnato per gran parte del viaggio era famigliare: la terra rossa, gli alberi secchi, i villaggi lungo la strada e i bambini che si avvicinavano curiosi quando rallentavamo, tante capre, qualche mucca e raramente qualche asino. Mancavano solo un centinaio di km all’arrivo, quando il paesaggio è cambiato radicalmente: siamo scivolati senza accorgercene in una giungla con una vegetazione molto rigogliosa. La regione del Dawro Konta è una zona molto bella dell’Etiopia, è incontaminata e molto selvaggia. E’ una zona molto piovosa e la vegetazione è particolarmente rigogliosa, non essendo molto lontana dal Kenya, è abitata da molti animali selvatici che non si vedono nel resto dell’Etiopia: elefanti, leoni, bisonti, oltre ai soliti coccodrilli, ippopotami, serpenti scimmie e una grandissima varietà di uccelli.

Il paesaggio era indiscutibilmente meraviglioso, la nuova sistemazione invece era molto discutibile. La nostra nuova casa era una scatoletta di tonno.

Lasciare quei luoghi non è stato facile: ero arrivata con una valigia piena di sogni e in quella vallata li ho realizzati. Ho fatto il lavoro più bello del mondo, ho trasformato l’acqua in energia, ho incontrato il mio grande amore, ho trovato Saffolina e con lei è nata la nostra famiglia, ho avuto una vita piena di emozioni e passione, mi sono divertita da pazzi, ho conosciuto tante persone e ho visto il mondo. C’era la parte migliore di me in quella vallata, ma era arrivato il momento di andar via.

La cosa migliore era lasciare la malinconia da parte e rimane concentrati sul problema: le valigie. Come era possibile traslocare da una casa di 100mq in un container abitativo di 15mq? Non vi nascondo che ci sono stati momenti di sconforto, ma alla fine era la nostra nuova avventura, con noi c’era la piccola Saffolina e abbiamo capito subito che molte delle cose che avevamo, in realtà non ci servivano

Ricordo che abbiamo fatto parecchi viaggi prima di stabilirci definitivamente nella nuova casa, ricordo quanto freddo e squallido fosse il container al nostro arrivo e come abbia preso colore e calore con le nostre cose. Con un po’ di fantasia e organizzazione, la scatoletta di tonno è diventata “il container dell’amore“.

La scatoletta di tonno era composta da due stanze: in una c’era il letto con l’armadio e nell’altra il divano rosso, il frigorifero, la libreria e la lettiera. Tra le due stanze c’era il bagno e nel piccolo corridoio la cucina di fortuna con la piastra elettrica per bollire il pollo. Quasi quasi era meglio la soffitta! Non vi nascondo che fui presa da un po’ di sconforto, mi mancava la mia casa, ma loro mai. Con piccoli dettagli, Lei rese accogliente il più grigio dei container e trasformò una stesa di sassi in un giardino pieno di fiori. Lui costruì tutto quello che serviva per renderlo confortevole e in pochi giorni la scatoletta di tonno divenne “il container dell’amore“.

E così è cominciata la nostra nuova avventura, e dopo un po’ di smarrimento, ho capito che in realtà avevo già tutto quello che mi serviva: la lettiera, la copertina, la ciotolina, il pollo e loro due, e non aveva importanza che il container fosse piccolo perché il mondo fuori era grande.

13 pensieri riguardo “Il Container dell’Amore

  1. Che belle fotografie! Quelle poi con Saffolina piccola sono commoventi. Devo dire che l’avventura e lo spirito di adattamento non sono mancati. Bravi tutti e due

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  2. …nelle tue foto ho ritrovato la “mia Africa” …che dire Saffolina, alla fine quello che ci serve sono poche cose..tutto può trasformare la magia dell’amore…

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  3. È così che tutti ti abbiamo conosciuto, nel container dell’amore! Che belle foto quanti ricordi , quando anni fa’ cominciai a leggere le avventure di Saffolina non potevo più farne a meno,ogni giorno aprivo la pagina sul social solo per leggere di voi!

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