Come cristalli di luce

Quando ero piccola, amavo giocare con dei pupazzetti di cristallo. Mia madre li teneva in salone, su dei tavolini di vetro ed ogni tanto, su mia insistenza, mi dava il permesso di giocarci.

C’erano dei topolini con le orecchie nere, un gattino con la coda arricciata, c’erano le tartarughe, un cagnolino e un elefante con la sua lunga proboscide.

Ricordo la luce che, attraversando il cristallo, si rifletteva sul pavimento o sulla parete nei colori dell’arcobaleno.

Ricordo la polvere che danzava nell’aria illuminata dai raggi di sole.

Ricordo quelle forme perfette, pezzi di vetro a cui io avevo dato un’anima.

Ogni tanto capitava che qualche ospite distratto o la signora che faceva le pulizie, li facesse cadere, rompendo la punta della proboscide dell’elefantino o l’orecchio del gattino.

Non erano per me meno belli, erano dei sopravvissuti, e le loro imperfezioni facevano impazzire i raggi di sole che si aprivano in mille colori inaspettati.

Non li ho ritrovati tutti, non sono riuscita a salvarli tutti.

A distanza di anni, ricordo quel giorno. Il silenzio. Il buio. I raggi di sole continuavano a riflettersi nei cristalli rimasti, ma sulla parete mancavano i colori più belli.

A distanza di un anno, ricordo quel giorno. Eri il cristallo scheggiato che rifletteva i colori più belli ed io non sono riuscita a salvarti.

Ti ho cercato nei miei sogni e sono fuggita dai ricordi. Ho pianto tutte le lacrime che avevo e non ho trovato pace riempendo un’altra ciotola.

Ricorderò ogni nostra passeggiata, ricorderò la tua ombra sulla mia finestra, ricorderò la tua coda che scompare sotto i raggi della luna, ricorderò la tua coperta preferita. Ricorderò la mattina che sei tornata piena di spini e te li ho tolti uno ad uno, ricorderò i tuoi strilli di notte quando litigavi con gli altri gatti e le corse fuori con il cuore in gola a cercarti. Ricorderò la sera che avevi mal di gola e il latte caldo, ricorderò quando sei diventata mamma e mi hai portato i tuoi cuccioli, ricorderò quando correvi nel campo di calcetto con il pelo dritto e quando spuntavi dalla scarpata con la tua camminata a papera. Ricorderò il tuo sguardo che già sapeva tutto.

Non abbiamo avuto tutto il tempo che pensavamo. Ti ho salutato, pensando di ritrovarti, ma quando sono tornata tu non c’eri più.

Ti ho portato via dalla tua terra perché volevo darti tutto quello che desideravi, ma tu avevi già tutto quello che desideravi e io non l avevo capito.

So che sei tornata a casa. So che sei nascosta qua fuori in qualche cespuglio e guardi crescere i tuoi cuccioli. So che la sera sali sul davanzale e mi guardi dormire. So che sei il vento tra le foglie, la pioggia trai sassi, sei la luna nella notte più buia, sei il tramonto più bello. Sei il silenzio di questa vallata.

A distanza di un anno non ho smesso di piangere, ma ho messo insieme i pezzi di cristallo e ho ritrovato i colori dei nostri ricordi.

I tuoi cuccioli stanno bene, sono cresciuti e altri cuccioli sono arrivati. Tu non ci crederai, ma hanno tutti due orecchie.

Wallone e’ un fifone, avrà’ preso dal padre, ma e’ grande ed e’ forte. Vive sul tetto degli uffici perché non ama litigare con gli altri gatti, ma trova sempre il modo per scendere a mangiare. Wallyna sta al campo. E’ una gattina di facili costumi, avrà preso dalla madre, e ha riempito il campo di cuccioli colorati. Ogni sera e ogni mattina sale sul davanzale e miagola, reclamando la sua dose di coccole e di cibo. Wallyno si e’ fatto bello ed ha preso la strada della foresta in cerca di femmine da conquistare.

Gli altri gatti stanno bene, ma nessuno di loro ha preso il tuo posto nel mio cuore.

Saffo conosce bene il mio dolore perché ha vissuto ogni mia lacrima. Ogni tanto la sera guarda il vuoto indispettita ed io le chiedo: ‘E’ spiritello Wally? E’ venuta a darti fastidio?’ Mirimiri non ti ha mai conosciuta, ma io so che sei stata tu a mandarmela nel momento più buio. Lia invece e’ molto contenta di essersi sbarazzata di te, ogni tanto vai a trovare anche lei e rimettila in riga. Birbetta è diventata una gatta di città, ma sono sicura che ti pensa spesso.

Mi manchi mia piccola Wally, mi manchi ogni giorno, non abbiamo avuto tutto il tempo che pensavamo di avere, ma abbiamo avuto il nostro tempo.

Ti ho dato amore e tu mi hai restituito i sogni di bambina quando attraverso un cristallo tutto era possibile. Prenditi cura dei miei sogni quando li abbandonerò e si sentiranno soli, rincorrili nella foresta e portali indietro, sali ancora una volta sul davanzale della mia finestra e restituiscimeli mentre dormo.

15 pensieri riguardo “Come cristalli di luce

  1. Wally hai toccato il cuore della tua mamma umana nel più profondo, il tuo spirito sara sempre presente, Cecilia questa storia è molto spirituale, ricordi profondi💞💞💞

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  2. Ogni creatura meravigliosa (cani ,gatti,conigli,criceti ecc)che entra nella nostra vita e ci accompagna x un periodo lungo o corto che sia è proprio un cristallo di luce. Non potevi descriverlo meglio. Sono convinta anche io che Wally venga ancora sulla tua finestra. Non ti abbandonerà mai come tu non hai abbandonato lei

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  3. una tenera storia d’amore e di distacchi che racconta la crudeltà della vita, e che ci ricorda come ognuno di noi ha un destino segnato e modificabile solo in parte. Possiamo cambiare lavoro, paese, amici e amori ma l’appuntamento con la vita e la morte e stabilito e non modificabile.

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  4. Wally a quante volte con il pensiero ti ho cercata e chiamata nei momenti che tornavi nella tua amata foresta e osservavi ilmondo dall’alto in mezzo ad un raggio di luna Ciao piccola Wally non ti nego che tante gocce di cristallo stanno scendendo dai miei occhi ciao adorata micia con una sola orecchia e figlia della luna 💓

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  5. Ho letto questa storia tantissime volte ed ogni volta piango, piango perché dietro ogni parola si legge il tuo dolore, piango per l l’opportunità mancata e perché chi come me ti segue da tempo sa’ che meravigliosa creatura era Wally❤

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