Brucia la vallata

In questa zona dell’Etiopia e’ usanza dare fuoco alla foresta alla fine della stagione delle piogge.

C’è chi dice che venga fatto perché così arrivano le piogge, ed infatti puntualmente a distanza di qualche giorno arrivano le piccole piogge interrompendo finalmente mesi di siccità.

C’è chi dice invece che lo fanno perché sanno che sta arrivando la pioggia, e così facendo crescerà velocemente l’erba fresca per gli animali stremati dalla stagione secca. Cosa probabile visto che dopo pochi giorni la terra bruciata viene coperta di un verde brillante.

C’è chi dice che venga fatto per tenere lontani gli animali che alla fine della stagione secca si muovono in cerca di acqua e cibo.

La verità vera e’ che neanche loro sanno il perché, ci sarà stata sicuramente una qualche buona ragione, ma se ne e’ persa traccia, e oggi bruciano perché prima di loro i loro padri bruciavano.

Qualunque sia la ragione, a fine gennaio gli abitanti di queste zone cominciano a bruciare la foresta, appiccando il fuoco in un punto e lasciandolo correre nella vallata e sulle colline.

Non sono fuochi controllati, ma tanto queste zone sono disabitate. C’è solo erba secca da bruciare che si esaurisce velocemente. Gli alberi, non avendo resina, non bruciano e in genere sopravvivono, sebbene abbrustoliti, al fuoco.

Un’usanza innocua fino a quando la tua casa non viene costruita al centro della foresta.

Era ora di pranzo quando infastidita dalla cenere che entrava dentro casa, sono uscita a controllare la vallata e ho visto che stava bruciando, ma non mi sono preoccupata perché il fuoco si muoveva parallelo al nostro campo e una strada divideva la foresta dal campo.

Erano circa le quattro di pomeriggio, faceva un caldo bestiale, più del solito, peggiorato da una cappa pesantissima dovuta al fumo del fuoco. Non si vedeva neanche il cielo. La cenere era ovunque e l’aria era irrespirabile. All’improvviso si e’ alzato un forte vento verso ovest, ma noi, chiusi in casa, non potevamo saperlo. Il vento ha spinto l’incendio proprio verso casa nostra ed era talmente forte che ha permesso al fuoco di attraversare la strada.

Mi ero appena sdraiata sul divano dopo aver finito di sistemare le valigie, quando Stefano mi ha chiesto: ‘vuoi un caffè’?’

E’ avvenuto tutto in pochissimi secondi.

Ayantu, che stava innaffiando il giardino posteriore, ha cominciato ad urlare, Stefano e’ uscito fuori e l’ho visto correre al tubo dell’acqua. Ho guardato fuori dalla finestra della camera da letto e ho visto le fiamme che salivano dalla scarpata.

E’ incredibile quanto in queste circostanze la mente riesca a pensare velocemente. Mi sono messa la mascherina perché il fimo già entrava in casa, ho preso i trasportini e ho chiamato i gatti che evidentemente avevano percepito il pericolo ed erano rimasti immobili dove stavano: Saffo sull’armadio e Mirimiri sotto il letto. Ho preso una sedia, ho afferrato Saffo e l’ho buttata nel trasportino, quindi mi sono lanciata sotto il letto e ho tirato fuori Mirimiri.

Mi tremavano le gambe, ma i gatti erano salvi, cosa altro prendere? Vi confesso che in un primo momento ho pensato ad un pacco di crocchini, ma poi ho afferrato i passaporti, il cellulare e sono uscita di casa.

Ho messo i gatti in salvo all’ombra di un muro e ho detto ad Ayantu di stare con loro e di non lasciarli per nessun motivo al mondo, quindi sono corsa a vedere Stefano che stava sul bordo della scarpata senza alcuna protezione. Solo, davanti al fuoco, per proteggere la nostra casa.

Nel frattempo erano arrivate le autobotti dell’antincendio, lungo la strada sotto la scarpata, e il personale del campo, che ha preso i tubi dell’acqua degli altri giardini, e in pochi minuti sono riusciti a fermare le fiamme e a mettere in sicurezza le case prima che finisse l’acqua.

Papino, il nostro eroe, aveva salvato la nostra casa. Aveva tutti gli occhi rossi per il fumo e puzzava come un arrosto bruciato, mi e’ venuto incontro e con la sua calma serafica mi ha detto: ‘non e’ successo niente, e’ tutto finito’.

Sono entrata in casa, ho preso dell’acqua per Ayantu, che aveva respirato molto fumo ed era molto impaurita, e una mascherina per Stefano. La casa era in ordine a parte un po’ di fumo.

Saffo e Mirimiri mi guardavano dal trasportino terrorizzate: le urla, il fumo, la gente che correva, il caldo insopportabile, e’ stato un po’ troppo anche per loro. Rientrate in casa sono crollate addormentate e non si sono viste per ore. Non hanno neanche voluto mangiare. Poi mi sono ricordata che avevo feliway: l’ho spruzzato per tutta casa e si sono tranquillizzate… gli e’ tornato anche l’appetito.

Dopo una bella doccia e un po’ di gocce negli occhi, anche Stefano si e’ ripreso e mi ha detto: ‘sentì il caffè non ce lo facciamo più, opterei per una bella tisana’ …e la vita e’ ripresa come se nulla fosse successo.

Davanti ad una bella tisana, Stefano ha poi tirato fuori un ‘gratta e vinci’ preso in Italia prima di partire e mi ha detto: ‘che dici, vista la sfortuna di oggi magari vinciamo’ e ha cominciato a grattare. Dopo il secondo pallino mi ha bisbigliato: ‘pensa se esce il lingotto e vinciamo tutti i premi’…. ebbene e’ uscito il lingotto e abbiamo vinto 200 euro!!!! Era proprio il nostro giorno fortunato: la casa non era bruciata e abbiamo vinto 200 euro!!! Però….

La vallata ha continuato a bruciare per tutta la notte. Nel letto potevo sentire il crepitio del fuoco e guardando fuori dalla finestra vedevo delle lingue rosse che accendevano la notte. Persino la luna sembrava bruciare ieri notte.

Stamattina ci siamo alzati e l’odore di bruciato era ancora nell’aria. Sono uscita a valutare i danni.

Disastro. La parte nord del giardino era tutta bruciata: la rosa, il mango, la buganvillea, gli alberi sul bordo del giardino, i banani, le papaye… ma soprattutto la nostra acacia. Che dolore.

L’unica cosa che posso fare ora e’ dare all’acacia, alla vetiver sulla scarpata e alle altre piante tanta acqua nei prossimi giorni, sperando che si riprendano, sperando che la nostra acacia torni a raccontarci le sue storie

l’angolo della casa avvolto dalle fiamme
l inizio dell incendio
la strada che avrebbe dovuto fermare le fiamme
i gatti al rientro a casa
disastro
il gratta e vinci
i fuochi per tutta la notte
anche la luna bruciava
stamattina
l’acacia
la valle bruciata

16 pensieri riguardo “Brucia la vallata

  1. Mamma mia che disastro e che tristezza!! Meno male che voi state tutti bene!! Tu darai tanta acqua alla nostra acacia e noi le invieremo tanto affetto e pensieri positivi e lei si riprenderà e continuerà a raccontare le storie della foresta ❤️

    "Mi piace"

  2. Le tradizioni, sono dure a morire
    Per fortuna è andata bene, ma chissà quanti piccoli animali sono morti.
    Imbecillita’ umana perché non credo che ci sia nulla di scientifico
    Un abbraccio a voi e pensieri per le piccole anime piumose pelose squamose😔

    Piace a 2 people

  3. Siete veramente coraggiosi, papino sprezzante del pericolo e tu protettiva verso le tue due adorate miciotte! Certo che il benvenuto in terra d’Africa è stato decisamente rovente! L’importante è che stiate tutti bene e vedrai che la nostra acacia si riprenderà da questa brutta situazione con le cure tue e di Ayantu e della stellina che la guarda da lassù ❤️

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a Barbara Cancella risposta