Mirimiri non aver paura

Domenica mattina ho deciso di portare Mirimiri fuori, di farle vedere la terra dove e’ nata e restituirle gli odori della sua infanzia.

Le ho messo il guinzaglio e siamo uscite. Abbiamo fatto un giro della casa, tra mille incertezze e paure, era terrorizzata e camminava come un lombrico. Dopo il primo totale smarrimento, ha trovato in fondo al suo cuoricino un pò di coraggio e ha iniziato ad odorare i muri, l’erba, la cuccia dei gatti, e qualche cosa nel suo cervelletto si e’ mosso. Guardava curiosa gli alberi, intimorita scrutava le ombre sotto le piante. Procedeva con passo incerto, sempre stile lombrico, fremendo ad ogni minimo rumore. Finito il giro, è voluta rientrare in casa ed è rimasta nascosta sotto il letto per circa due ore…ma qualcosa nel suo cervelletto e nel suo cuoricino si era mosso.

Mi ero convinta che la mia piccolina avesse troppa paura, che il mondo non le interessasse, che preferisse stare a casa e guardare fuori dalla finestra, giocare al sicuro con il suo verme arancione.

Questo accadeva domenica mattina.

Martedì mattina, come ogni giorno, mi sono svegliata- o meglio mi hanno svegliato i gatti maledetti- poco prima che sorgesse il sole e ho avviato la solita procedura: preparare la colazione per noi e per i gatti, cambiare l’acqua alle ciotole, cambiare la segatura alla lettiera, sfamare Wallyna e i Wallinimini, innaffiare il giardino, svegliare Stefano etc etc .

Era ancora buio, quando sono uscita a cambiare la segatura della lettiera. Al mio rientro è accaduto l’impossibile: Mirimiri, gatto paura, ha infilato la porta di casa ed e’ scomparsa nella notte.

Non potevo crederci: Mirimiri, il gatto che ha paura di tutto e di tutti, il gatto che come sente aprire la porta fugge sotto il letto, il gatto che domenica mattina strisciava come un lombrico… quel gatto era lo stesso gatto che ora correva da sola nella notte buia lontano da me.

La scena a seguire la conoscete bene: io in baby-doll che rincorro Mirimiri per il giardino chiamando disperatamente Stefano che, con la sua solita calma serafica, è arrivato e ha spalancato la porta di casa dicendo: “prima o poi rientrerà”. In realtà, dentro casa, sono entrati solo un numero infinito di insetti. Mirimiri in fuga perpetua, continuava a scappare e non c’era modo di avvicinarla. Per fortuna, dopo qualche euforico giro della casa, si è ricordata di essere gatto paura e si e’ andata a nascondere sotto la macchina di Stefano, piangendo disperatamente, e si e’ lasciata prendere.

‘Io sono come Mirimiri” mi ha detto una mia cara amica “abbiamo tanti sogni in testa, ma troppa paura per seguirli’.

La paura è un’emozione sottostimata e decisamente demonizzata. “Pauroso, fifone, cacasotto”, nel linguaggio comune, hanno un’accezione negativa e discriminatoria, mentre un eroe, di qualsiasi tempo e di qualsiasi luogo, è sempre “coraggioso, impavido e sprezzante del pericolo”.

Questo è diventato il genere umano. Se invece vai da un gatto e gli chiedi di essere “sprezzante del pericolo”, il gatto ti risponde che sei pazzo. Un gatto ti direbbe “amico mio, se fossi sprezzante del pericolo, finirei in bocca al primo serpente. Se fossi sprezzante del pericolo, non sarei in grado di proteggere i miei cuccioli”. Per un gatto, la paura è vitale, è ciò che gli permette di sopravvivere.

La paura è l’istinto primordiale che ci tiene in vita, ma è anche l’emozione che mette in relazione il nostro passato, le nostre esperienze, le nozioni che abbiamo acquisito, con il futuro, con i nostri sogni, con i nostri progetti, con i nostri desideri.

Non avere paura è perdersi una parte importante di noi stessi.

Mirimiri non ha smesso di avere paura, ha solo trovato il modo di usare la sua paura per inseguire i suoi sogni in giardino all’alba di un giorno qualunque. Quello che Mirimiri direbbe alla mia amica è: “l’importante non è smettere di avere paura, l’importante è non smettere mai di sognare”.

10 pensieri riguardo “Mirimiri non aver paura

  1. Amorestells, dopo che di è aperta la porta hai pensato che ti era piaciuto il mondo fuori e quindi perché non fare un altro giretto? Hai solo dimenticato che non avevi la pettorina r non c’era la mamma, avevo dimenticato questo piccolo particolare, ma poi quando hai” realizzato” di essere sola ti sei fermata terrorizzata!

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  2. Amorestella, dopo che si è aperta la porta hai pensato che ti era piaciuto il mondo fuori e quindi perché non fare un altro giretto? Hai solo dimenticato che non avevi la pettorina ,non c’era la mamma, avevi dimenticato questo piccolo particolare, ma poi quando hai” realizzato” di essere sola ti sei fermata terrorizzata!

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  3. Mirimiri non avere paura, la tua mamma veglia su di te, pianino ogni nuova uscite nel giardino, nella natura, imparerà a riconoscere le tue origine, ma non da sola💞💞💞💞

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