Non avrei potuto essere altrimenti

C’è una grande acacia nella scarpata sotto la nostra casa, uno dei pochi alberi che sono riusciti a crescere su queste aride colline. Ha affondato le sue radici trai sassi e a fatica tende le sue foglie al vento.

‘Ti capita mai di pensare di aver sbagliato tutto?’ chiese il gatto colorato

‘Tutto cosa?’ rispose l’acacia.

‘Tutto’

‘Tutto cosa?’

‘La vita che hai scelto. Potevi crescere giù nella vallata con le altre acacie, e invece hai scelto questa scarpata solitaria’

L’acacia rimase in silenzio.

‘Potevi stare giù nella vallata con le altre acacie’ insistette il gatto colorato ‘ti trovavi il tuo spazio, senza dare troppo fastidio, e avresti avuto una vita più semplice’

L’acacia rimase in silenzio.

‘E invece eccoti qua, aggrappata a questa scarpata, in una posizione molto precaria, sempre sul punto di cadere. Il sole ti brucia le foglie e il vento ti spezza i rami. La pioggia ti bagna appena le radici e poi corre giù a valle lasciandoti assetata. Sola con i tuoi pensieri’

L’acacia rimase in silenzio.

‘Ti sei andata a complicare la vita inutilmente. Sei un’acacia, non una conifera, e le acacie crescono nella vallata con le altre acacie.’

L’acacia rimase in silenzio.

‘Non pensi di aver sbagliato tutto?’

L’acacia guardò il gatto colorato e penso’ che tuttavia gli doveva una risposta.

‘Non lo penso. Non avrei potuto fare altrimenti. Quando il vento mi ha spinto ancora seme su questa scarpata, non ho pensato alla vallata, ma solo a farmi spazio tra questi sassi. Sono cresciuta, affondando le radici in questa terra, ho alzato lo sguardo e ho visto il cielo. Non avrei potuto essere altro. Sarei soffocata nella vallata, perché condividere uno spicchio di cielo quando posso averlo tutto?’

‘e se alla fine il vento ti spezza?

‘il vento alla fine mi spezzerà, la roccia a cui sono aggrappata alla fine franerà, ma nessuno potrà togliermi quello che questa rupe mi ha dato: i cristalli di luna riflessi sul fiume, l’alba che squarcia il cielo, le nuvole che rotolano all’orizzonte. Nessuno potrà togliermi tanta bellezza’.

‘ma non hai paura?’

‘certo che ho paura, ma non avrei potuto essere altrimenti’

10 pensieri riguardo “Non avrei potuto essere altrimenti

  1. E già cara Cecilia il vento ci trasporta a volte in terreni impervi dove si deve lottare x sopravvivere e mi hai fatto riflettere con questo racconto. Il vento mi ha portato in un posto impervio mi sento una piccola acacia spazzata dal vento, dalla pioggia alle volte dal dolore di rami spezzati ma Le mie radici sono ben salde xké chi mi ha trasportata sapeva che era il posto giusto x me come x te il vento ti ha fatto conoscere un posto neanche x te ma con solide radici😘😘😘😘😘 alle volte meglio essere acacie solitarie che soffocate e guardare l’azzurro del cielo

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