I verbi servili

I verbi servili sono ‘dovere’, ‘potere’ e ‘volere’, si comportano tutti allo stesso modo, aprendo la nostra vita a mille possibilità, ma in realtà hanno significati profondamente diversi. A volte li usiamo impropriamente, confondendo ciò che vogliamo con ciò che dobbiamo o che possiamo fare, e questo non va bene, soprattutto ad un certo punto della nostra vita.

Quando si e’ piccoli, si ‘vuole’ fare un po’ tutto senza ‘poter’ far nulla veramente, più che altro si impara, nostro malgrado, a ‘dover’ fare cose.

Quando si e’ adolescenti, avviene lo scontro titanico tra ‘voler e dover’, mentre senza accorgercene sviluppiamo la capacità di ‘poter’ fare qualcosa.

Quando siamo giovani donne o uomini, sperimentiamo l’ebbrezza del ‘poter’ fare, dimenticandoci lentamente cosa veramente ‘vorremmo’ fare.

Senza rendercene conto, il tempo passa e il ‘potere’ diventa ‘dovere’ e il ‘volere’ non ha più importanza.

Generalmente andiamo avanti così fino alla vecchiaia, quando improvvisamente non ‘dobbiamo’ più fare niente e ‘vogliamo’ fare solo quello che ‘possiamo’ fare o, per dirla in maniera più tragica, ‘vorremmo’ fare cose che non ‘possiamo’ più fare.

Is that all there is?

E’ questo l’unico modo per declinare la nostra vita o possiamo fermare la mattanza dei verbi servili e chiederci per tempo: cosa devo, cosa posso e cosa voglio?

La risposta alla domanda ‘cosa devo fare?’ e’ facile. E’ una lista più o meno infinita che ognuno di noi ha e conosce molto bene: ‘devo cambiare la lettiera dei gatti’, ‘devo lavorare per comprare le scatolette ai gatti’, ‘devo trovare il tempo da dedicare ai gatti’, ‘devo vaccinare i gatti’, ‘devo comprare quel giochino troppo bello per i gatti’. Il felino in realtà e’ solo un trucco per motivare voi, gattari incalliti, a finire di leggere quanto ho scritto, e in realtà può essere sostituiti da qualsiasi altra cosa… ammesso che voi gattari abbiate altro!

La risposta alla domanda ‘cosa posso fare?’ invece e’ molto importante. Non dobbiamo dare per scontato quello che ‘possiamo’ fare perché e’ il risultato di anni e anni di ‘devo’: ‘devo studiare’, ‘devo lavorare’, ‘devo migliorare’, e’ l’inviluppo dei massimi di un estenuante insieme di ‘doveri’, alias rotture di balle, che abbiamo diligentemente assolto durante tutta la nostra vita ed e’, in verità, tutto ciò che siamo o che potremmo essere. Non limitatevi a quello che fate, pensate veramente a quello che potreste fare. In questo caso se state per rispondere ‘farmi crescere baffi e coda e diventare un gatto’, prendetevi qualche minuto in più per pensarci.

La risposta alla domanda ‘cosa vuoi fare?’ e’ quella che richiede un grosso sforzo emotivo e che, per questo, in genere dimentichiamo in macchina la sera quando torniamo a casa. Il più delle volte non ci concediamo il lusso di rispondere, non ci concediamo il vezzo di ascoltarci, semplicemente ci convinciamo che ‘dovere’ o ‘volere’ siano interscambiabili e rinunciamo a desiderare, perché sappiamo molto bene quale siano le conseguenze del verbo ‘volere’.

Se hai una casa piena di gatti e scopri che in realtà tu volevi un cane… forse era meglio non saperlo perché se lo scopri, amica mia, hai solo una alternativa: o compri un cane e ti fai un mazzo infinito per farlo accettare dai tuoi gatti o compri un cane e ti fai un mazzo infinito per farlo accettare dai tuoi gatti. Se non sei disposta, allora continua a cambiare la lettiera senza farti troppe domande, altrimenti, preparati a lottare con i gatti, con il cane e con tutte le persone che ti vogliono bene e che ti diranno: ‘non prenderlo e’ una follia’, ‘te l’avevo detto’, ‘non contare su di me, ‘io non ero d’accordo’, ‘portalo al canile’, ‘tu sei pazza’.

Se sopravvivi a tutto questo e non molli, ma solo se sopravvivi, un giorno tornerai a casa e li troverai, cane e gatti, tutti insieme accoccolati sul divano ad aspettarti e solo allora ti renderai conto che la tua non e’ mai stata una scelta.

Se sopravviverai a tutto questo, ti renderai conto che la cosa migliore che ‘potevi’ fare in vita tua, o forse l’unica cosa che ‘dovevi fare’ in vita tua, era chiederti ‘cosa vuoi fare?’

Certo se invece del cane, scopri che il tuo desiderio era quello di avere un rinoceronte bianco, allora la faccenda si complica, ma puoi sempre scendere a compromessi con te stessa (bada: non con il mondo, con te stessa) e optare per un mega poster in salotto, un peluche sul divano e un viaggio in sud africa a vedere gli ultimi esemplari di rinoceronte bianco.

Pertanto, senza perdere di vista il rinoceronte bianco in salotto, possiamo riformulare in maniera più corretta la nostra domanda: ‘senza dimenticare cosa ‘devi’ e tenendo presente cosa ‘puoi’, tu cosa ‘vuoi’ fare?’. Senza dimenticare chi sei e tenendo presente quanto vali, tu cosa vuoi fare?

Questa e’ la domanda a cui ‘devi e puoi’ rispondere, se non ‘vuoi’ finire schiacciata sotto la mole del rinoceronte bianco che avresti voluto.

Si chiamano ‘verbi servili’ non perché servono altri verbi, ma perché servono a te per non perderti senza neanche accorgertene.

4 pensieri riguardo “I verbi servili

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