Sei sempre stato nei miei pensieri

C’era una grande acacia nella scarpata sotto la nostra casa e all’ombra di quell’acacia sei nato tu, sei nato tu nei miei pensieri.

Non conoscevo il tuo volto, le pieghe delle tue guance o il colore dei tuoi occhi, non conoscevo il suono della tua voce, il tuo primo pianto, quel tono inconfondibile tra mille, non sapevo il tuo nome, non sapevo come avrei dovuto chiamarti, non sapevo se avrei mai avuto un nome per chiamarti.

La sera era il nostro momento, la sera tornavo a te con i miei pensieri e ti raccontavo la vita, mentre la vita scorreva senza di te.

Ti ho amato senza conoscerti, la tua assenza era parte di me.

Ricordo che era mattina presto, le prime luci dell’alba entravano dalle fessure della finestra dell’ospedale. Tu dormivi tra le mie braccia, sentivo il tuo calore, sentivo il tuo odore, la penombra della stanza era tagliata dal tuo respiro.

Non eri più un pensiero nascosto, non eri più la paura di non trovarti.

Ricordo la tua testolina in controluce, ricordo l’attimo esatto in cui ti ho sussurrato: ce l’abbiamo fatta, amore mio, finalmente siamo insieme.

2 pensieri riguardo “Sei sempre stato nei miei pensieri

  1. Quanti pensieri e quante avventure sotto quell’acacia in Etiopia in compagnia di saffolina e della gatta che sapeva parlare alla luna. Forse è stata proprio lei con l’aiuto della luna a mandarti Ludovico. Con il suo orecchio mezzo storto e la sua camminata strana ci ha messo lo zampino come la luna ci ha messo la sua luce e l’acacia il suo respiro. Il loro regalo per voi per una vita ancor più bella

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